BECCHEGGIO
E' l'oscillazione del vascello nel senso della sua lunghezza. Questa oscillazione
può essere dovuta a due cause: le onde che scuotono il vascello e il
vento sulle vele che lo fa inclinare ad ogni raffica; il primo caso dipende
completamente dal moto del mare, non è suscettibile di essere preso in
esame; il secondo caso è provocato dall'inclinazione dell'albero e può essere sottoposto a delle regole.
Quando il vento agisce sulle vele, l'albero si inclina e questa inclinazione è tanto maggiore quanto più lungo è l'albero e quanto maggiore
è la forza del vento, a seconda che il vascello sia più o meno
carico e del modo con cui questo carico è distribuito. La spinta verticale
dell'acqua oppone resistenza a questa inclinazione, o quanto meno la contrasta
quanto più questa spinta è superiore al momento, ossia alla forza
assoluta dell'albero su cui agisce il vento; alla fine di ogni raffica, allorché
il vento sospende il suo effetto, questa spinta raddrizza il vascello: sono
queste inclinazioni e raddrizzamenti successivi a produrre il beccheggio; poiché
ciò è valido per quanto riguarda le oscillazioni del vascello
in tutti i sensi, anche la teoria del rollio sarà compresa nelle soluzioni
seguenti.
Si è visto che l'albero doveva vincere due resistenze per potersi inclinare:
in primo luogo il peso del vascello e del suo carico, secondariamente la spinta
verticale dell'acqua. Si veda ALBERATURA. Ma una
volta che il vascello si è inclinato e la raffica cessa, questa spinta
non ha altro ostacolo da superare che il peso stesso; ora appare evidente che
questo sollevarsi dipende:
1) dalla sua distanza dalla verticale passante per il centro di gravità;
2) dalla sua posizione rispetto a questo stesso centro.
Nel primo caso, più grande sarà questa distanza, maggiore sarà
lo sforzo dell'acqua per sollevare il vascello, poiché la spinta sarà
moltiplicata da questa distanza che fungerà da braccio di leva: il beccheggio
dunque sarà tanto maggiore quanto più grande sarà l'inclinazione
dell'albero e do conseguenza del vascello. Consideriamo ora la posizione del
centro di spinta verticale rispetto al centro di gravità del vascello
e vediamo gli effetti che essa può produrre sul beccheggio. Se il centro
di gravità del vascello c la spinta verticale dell'acqua coincidono nello
stesso punto, non vi sarebbe niente da cambiare a ciò che ho appena detto
e questo secondo caso ricondurrebbe al primo; ma se se il centro di gravità
è al disopra del centro di spinta verticale, è evidente che il
minimo impulso può far beccheggiare il vascello, perché il centro
del suo peso sarà al di sopra del suo centro di sospensione, conforme
alle leggi della meccanica. La spinta verticale dell'acqua avrà allora
un grande vantaggio nell'alzarlo e di conseguenza il beccheggio sarà
assai rapido. Si verificherà il contrario se il centro di gravità
si trova al di sotto del centro di spinta verticale, poiché il peso del
vascello che resisterà alla forza dell'acqua sarà moltiplicato
dalla sua distanza da questa spinta.
Da ciò si deve concludere:
1) che le oscillazioni del vascello saranno tanto maggiori quanto più
grande sarà la sua inclinazione,
2) che la rapidità di queste oscillazioni aumenterà in proporzione
all'elevazione del centro di gravità del vascello sul punto di spinta
verticale;
3) che le oscillazioni saranno tanto più lente quanto più il centro
di spinta verticale del vascello sarà rialzato rispetto a quello di gravità.
Tutto ciò vale in generale, senza considerare la forma del vascello;
questa può a sua volta contribuire a rallentare o ad accentuare il beccheggio,
a seconda che resista più o meno ara spinta dell'acqua al momento dell'inclinazione.
E' certo che, meno convessità avrà questa forma, più resisterà
al beccheggio. Sarebbe quindi un vantaggio dare poca rotondità ai vascelli,
ma questo vantaggio è controbilanciato da altri almeno altrettanto importanti.
Bellin