Carpentiere
Si chiama
carpentiere o mastro d'ascia colui che lavora alla costruzione del vascelli,
sia che diriga i lavori, sia che lavori agli ordini di un costruttore. Nel porti
del re vi sono mastri carpentieri, contromastri e carpentieri permanenti.
Le funzioni di ognuno di essi sono regolate dall'Ordinanza di Luigi XIV per
le armate navali e gli arsenali di marina del 15 aprile 1689, libro XII, tit.
IX:
"I mastri carpentieri che avranno la direzione del lavori di costruzione
del vascelli e di altre imbarcazioni saranno convocati a tutti i preventivi
che si faranno; una volta fissati questi ultimi da parte del Consiglio delle
costruzioni, essi faranno i modelli e i disegni cui attenersi e da portare a
esecuzione. Sul lavoro riuniranno i carpentieri e gli altri operai nel posti
che riterranno loro più adatti; sia che lavorino al servizio del re,
sia per conto dell'imprenditore, li sceglieranno in accordo con il commissario
alle costruzioni; controlleranno il loro lavoro, li inciteranno a evitare ritardi
e faranno in modo di impiegare solo il numero di persone necessario. Tratteranno
con cura ed economia tutti i legnami, utilizzando in maniera adatta quelli portati
nell'arsenale, facendo usare quelli ricevuti per primi e quelli meno in grado
di conservarsi; avranno cura che chiavarde e chiodi siano di giusta grandezza
e che non se ne sprechino. Uno di questi mastri assisterà sempre alla
consegna del legname per dare il suo parere sulla buona o cattiva qualità
e per vedere se i vari pezzi saranno conformi ai campioni ordinati, adatti alla
costruzione e alla riparazione; curerà che questi siano sistemati con
ordine, che le diverse qualità siano separate, clic i carpentieri non
infrangano l'ordine stabilito, che non prendano alcun pezzo senza avvertire,
onde impedire che ne facciano cattivo uso.
"Il mastro alle riparazioni assisterà alle ispezioni e al preventivo
dei lavori del vascelli da riparare e svolgerà lo stesso ruolo e funzione
dei mastri assegnati alla costruzione, non risparmiando alcunché per
il risanamento di ciò che troverà rovinato, avendo cura che le
giunzioni siano ben fatte, che non vi sia nulla di rotto e che non si facciano
spese superflue. Nelle carene presterà grande attenzione a che i vascelli
siano ben calafatati, facendo ispezionare i commenti e cambiare stoppe, chiavarde
e chiodi quando lo stimerà necessario: finite le riparazioni e il carenaggio,
firmerà il verbale che ne verrà fatto.
"Per nominare un mastro carpentieri bisogna che questi abbia lavorato nei
porti e che faccia il capolavoro. Quest'ultimo consiste di solito nel costruire
una tavola lunga 25 piedi, senza presentarla, nel posarla e assemblarla; nel
calafatare un commento nuovo e nel preparare un timone le cui ferramenta siano
di cinque agugliotti e femminelle, o un argano a cinque fori."
Bellin