EVOLUZIONI NAVALI
Sono i diversi movimenti che si fanno eseguire ai vascelli da guerra per disporli
al combattimento, farli navigare, disperderli, riunirli ecc. Ecco gli elementi
di questa arte importante.
Prima di fornire i criteri di tutti i movimenti che possono fare le armate navali,
bisogna cominciare con una regola che si applica a tutte le differenti evoluzioni,
la quale dimostra che il cammino più breve che possa percorrere una nave
per raggiungerne un'altra, e di conseguenza per prendere il posto che le è
assegnato rispetto a un'altra nave che le deve servire da punto di riferimento,
è di arrivare su di essa, per quanto possibile, tenendola sempre sullo
stesso rombo.
Metodo generale per raggiungere un vascello sottovento con la rotta più
breve, fig. 1. Per mettere in pratica questa regola bisogna rilevare con una
bussola la nave alla quale vi dovete riferire e, facendo la vostra rotta, tenerla
sempre sullo stesso rilevamento: la figura mostra che è questa la via
più corta che possiate seguire. Per esempio, se un vascello A che è
in caccia percorre la linea AN, e il vascello B che è cacciato la linea
BN, in modo che essi si trovino sempre sulle linee CD, GH, IK, LM, parallele
ad AB, essi percorrono reciprocamente sempre la stessa rotta e si incontreranno
in un punto N in cui convergono le stesse linee AN e BN. Qui il vascello A,
con vento da nord, ha rilevato il vascello B per sud; lo deve sempre rilevare
con lo stesso angolo, sia poggiando che orzando, a seconda che rimanga indietro
o guadagni in avanti rispetto al vascello B: con questa manovra arriverà
a un punto C quando la suddetta nave sarà al punto D, cioè sempre
a sud rispetto alla prima; analogamente accadrà nel punto E quando l'altro
giungerà in F e si terranno sempre sulla stessa rotta; così negli
altri punti fino a che non si incontreranno in N, congiunzione delle due linee.
Ho detto che la nave A deve poggiare o orzare appena esce dall'angolo per cui
ha rilevato il vascello da raggiungere; ciò si può fare quando
la nave B guadagna in avanti o resta indietro, supponendo che faccia sempre
la stessa rotta. Se il vascello B è più avanti, si troverà
più ad est e chi insegue dovrà orzare per averlo sempre per l'angolo
rilevato: lo raggiungerà più lontano, percorrendo la linea AO;
ma se il vascello inseguito resta indietro, risulterà più ad ovest:
allora il vascello A dovrà poggiare fino a vedere di nuovo il vascello
B verso sud per l'angolo rilevato e lo raggiungerà nel punto M, percorrendo
la linea AM. Ciò prova che bisogna avere costantemente l'occhio alla
bussola. Bisogna osservare che se il vascello A deve mettersi al traverso di
quello B, su un'altra colonna, deve tenere il vascello B nella stessa direzione,
come abbiamo appena detto; quando sarà alla distanza voluta, prenderà
la rotta del generale. Se si deve mettere sulla stessa linea, ma più
avanti rispetto al vascello B, deve tenersi un po' più sottovento; se
deve mettersi dietro, si terrà un po' più sopravvento: l'esperienza
dell'ufficiale deve decidere questa rotta senza sbagliare sensibilmente, con
un colpo d'occhio dettato dalla pratica.
Metodo per sapere se si è sopra o sottovento rispetto a un altro vascello
a vela, fig. 2. Nei diversi movimenti di un'armata navale una delle principali
cure che si devono avere è quella di evitare gli abbordaggi; essi sono
rari con vento in poppa o al lasco: un colpo di timone li evita. Quando però
due vascelli procedono di bolina, uno mure a dritta, l'altro a sinistra e si
dirigono uno contro l'altro, l'ostinazione nel voler passare sopravvento o l'incertezza
sulla manovra da farsi, se non si ha esperienza, espongono spesso a spiacevoli
incidenti o a situazioni imbarazzanti da cui si esce con difficoltà.
Per non correre rischi dovete rilevare in anticipo con una bussola da rilevamento
la nave che vi viene incontro; se questa resta sulla perpendicolare al letto
del vento rispetto a voi, entrambi i vascelli sono sopravvento e finirebbero
per incontrarsi se uno di essi non decidesse di poggiare; ciò va fatto
tuttavia sempre senza esitare. Questa figura spiegherà meglio la situazione.
I vascelli A e B vanno di bolina con un vento da nord, uno mure a dritta e l'altro
a sinistra; essi si trovano reciprocamente a est e a ovest sulla linea AB perpendicolare
al letto del vento FG; se mantengono la stessa rotta e percorrono uno la linea
AE e l'altro la linea BE, in condizioni analoghe, stringendo cioè il
più possibile il vento e procedendo Ala stessa velocità, si incontreranno
nel punto E, giacché percorrono due linee uguali e gli angoli EBG e EAG
sono uguali. Se il vascello C si dirige verso il vascello B nelle stesse condizioni
e la linea CH, tirata perpendicolarmente al vento da C, non incontra il vascello
B, e questa linea passa sopravvento, il vascello C percorrerà la linea
CF e arriverà al punto F quando l'altro sarà al punto E: si troverà
sopravvento di una distanza FE uguale alla linea BH. Al contrario il vascello
D, ove la linea DI tirata perpendicolarmente al vento non incontri il vascello
B e passi sottovento - cioè verso sud -, sarà sottovento al vascello
B e arriverà al punto G quando B arriverà in E, e sarà
sottovento di una distanza GE uguale a BI. Così, quando si effettueranno
esattamente tutte le osservazioni e si rileverà con anticipo il vascello
che incrocia su di voi, si avrà il tempo di poggiare per evitare l'abbordaggio;
ciò va fatto senza esitazione, specie quando si tratta di una bandiera
o di un capitano più anziano. E pericoloso attendere troppo a poggiare:
arrivati a una certa distanza, non ve n'è più il tempo e, in questo
caso, l'unica decisione da prendere è che entrambi i vascelli si mettano
prua al vento.
Figura 3. Questa figura serve a dimostrare che il più breve percorso
possibile per raggiungere un vascello che si insegue e su cui si possa mettere
la prua senza bordeggiare, è quello che consiste nel tenersi sempre sullo
stesso angolo col quale lo si è rilevato quando è stato avvistato.
Supposto che il vento venga da est e che la nave inseguita sia distante da voi
sei leghe a nord-ovest, che l'inseguitore cioè sia nel punto A e l'inseguito
in B: se si inizia l'inseguimento andando per nord-ovest come l'altro, secondo
il percorso segnato dalla linea A2, si mantiene sempre la stessa rotta: il percorso
più breve per raggiungerlo è quello che segue la medesima linea.
Se guadagnerete sull'altro una lega ogni tre, quando questo avrà fatto
tre leghe voi ne avrete fatte quattro; è certo che quando ne avrà
fatte 18 voi ne avrete fatte 24 e avrete recuperato su di lui le sei leghe che
aveva di vantaggio e lo raggiungerete nel punto 2: da ciò risulta che
per raggiungerlo dovrete fare più strada su questa rotta che su tutte
le altre rotte che l'altro potrebbe percorrere. Ammettiamo ad esempio che vada
per nord nord-est, percorrendo la linea BR; quando arriverà al punto
N, l'inseguitore sarà in S e lo rileverà per nord-ovest, essendo
la linea NS parallela alla linea BA orientata per nord-ovest; quando sarà
al punto L, l'altro arriverà in T e saranno sempre reciprocamente sud-est
nord-ovest. Basta gettare lo sguardo su queste diverse posizioni e figure per
vedete che tutte le linee dei vari angoli sono orientate per nord-ovest; e quando
il vascello inseguito sarà al punto R, l'inseguitore lo incontrerà,
dopo averlo sempre tenuto sullo stesso rombo: ma così avrà fatto
meno strada per raggiungerlo, poiché H vascello B avrà percorso
solo 16 leghe e mezza e A un po' meno di 22. La stessa cosa si verificherà
quando la nave B procederà a ovest-nord-ovest, percorrendo la linea B10;
questo perché tale rotta è alla stessa distanza da nord-ovest
che nord-nord-ovest di cui ho appena parlato: l'unica differenza sarà
che nell'inseguimento per nord-nord-ovest, l'inseguitore farà rotta tra
nord-ovest quarta nord e nord-nord-ovest e, nell'inseguimento per ovcst-nord-ovest,
l'inseguitore procederà tra nord-ovest quarta ovest e ovest-nord-ovest.
Si vede da questa dimostrazione che, più il vascello inseguito si allontanerà
dalla linea nord-ovest, meno strada dovrà percorrere l'inseguitore per
raggiungerlo. Se vorrà sfuggire andando per nord, percorrerà BG,
dove sarà raggiunto; e l'inseguitore andrà per nord quarta nord-ovest,
prendendo qualche grado verso nord-ovest, descrivendo così il percorso
AG in cui, come si vede, l'altro gli resterà sempre a nord-ovest e sarà
raggiunto dopo un percorso di 18 leghe e 2 / 3 circa, mentre l'inseguito a sua
volta ne avrà fatte 14. Ma se sfuggisse verso nord-nord-est, percorrerebbe
la linea B3 e l'inseguitore la A3 che è rivolta a nord tendente leggermente
a ovest, e lo raggiungerebbe dopo aver percorso circa 14 leghe contro le lo
e 1/3 dell'altro; quest'ultimo resterà sempre a nord-ovest, come è
facile osservare. Bisogna rilevate con la bussola a ogni istante e orzare o
poggiare a seconda che si supponga fl vascello inseguito più avanti o
più indietro.
Utilità del quadrato per i movimenti di un'armata navate, fig. 4. Per
facilitare i movimenti di un'armata e per evitare l'intralcio di avere sempre
la bussola davanti agli occhi, bisogna avere sul cassero un grande quadrato
ABCD di cui la linea EF corrisponde alla chiglia del vascello, in modo che il
punto E coincida con la prua e il punto F con la poppa: la linea FE quindi rappresenta
sempre la rotta tenuta dal vascello; la linea GH indica il suo traverso e, quando
H vascello è di bolina, le diagonali CA, DB indicano la rotta che esso
terrà quando avrà virato e l'altra il suo traverso. Ma per ricavare
maggior vantaggio da questo quadrato, lo si deve dividere in 16 rombi. In questa
quarta figura si suppone un vento da nord che soffi dal punto N, mentre il vascello
I avanza di bolina sulla linea IE, mure a sinistra, con l'angolo NIE di sei
rombi; quanto avrà virato, avanzerà sulla diagonale BD, con l'angolo
NID uguale a quello NIE e quindi di sci rombi; l'altra diagonale AC sarà
il suo traverso. Questo quadrato, ben compreso, sarà di grande utilità
per mantenere facilmente il proprio posto in un'armata e sarà assai facile
per l'ufficiale che passeggia sul ponte controllare con un'occhiata se ciò
avviene. Mostrerò la sua utilità in tutti i diversi movimenti
in cui si potrà usarlo in pratica. Questo quadrato può rivelarsi
ancora assai utile, senza dover ricorrere Ala bussola, nel caso precedente,
dimostrato nella seconda figura; il vento viene dal punto N e A letto del vento
è la linea NM. I2 nave I avanza di bolina con mure a sinistra, seguendo
la rotta IE; la nave K avanza di bolina con mure a dritta e con rotta KE parallela
ajla diagonale BD. In base a quanto si è detto sopra, tracciate sul vostro
quadrato la perpendicolare al letto del vento, che sarà la linea KL;
ciò risulterà facile facendo l'angolo EIK di due rombi o 22'@O'
complemento di sci rombi, o 67 o 30', valore dell'angolo NIE; se le due navi
che incrociano restano sempre sulla stessa perpendicolare al letto del vento
IK o sulla stessa parallela a questa linea, si incontreranno nel punto E e si
abborderanno.
Ordine di marcia di bolina su una linea. Per far avanzate l'armata di bolina
su una linea, con bandiera a strisce bianche e rosse sulla varca del pennone
di mezzana, fig. 5. Quando l'armata procede di bolina, H generale è A
primo alla testa di tutta la linea e tutti i vascelli avanzano su una stessa
linea sulla scia del generale, tenendo la sua stessa rotta; si avvicinano, se
il tempo lo permette, fino a due terzi di cavo, per verificare con il quadrato
della quarta figura se sono esattamente sulla scia del generale sul quale ci
si deve regolare. Dovete rimanere esattamente sulla linea IE e non uscirne,
tenendo la sua stessa rotta.
Metodo per virare con la contromarcia nell'ordine di marcia, di bolina su una
lìnea, fig. 6. Essendo il generale nell'ordine di marcia alla testa della
linea, quando le navi che lo seguono lo vedono virare, vanno tutte a virare
sulla sua scia, una dopo l'altra: per questo movimento non si fa alcun segnale.
Si deve cercare di passare sempre sottovento alla nave che si segue e che ha
virato e di calcolare bene il proprio bordo prima di mettere la prua al vento,
di modo che non sia né troppo lungo né troppo corto e le distanze
siano sempre ben rispettate. Ognuno, dopo aver virato, si troverà più
sottovento che sopravvento rispetto al vascello che avrà virato prima,
essendo questo il solo modo per ben stringere la linea e mantenere l'ordine
di marcia. A questo fine dovrete mettere la prua al vento non appena sarete
all'altezza della gru di capone di sottovento del vascello che avrà virato
prima di voi, nel caso in cui esso sia al suo posto, giacché, se non
lo fosse, non bisogna regolarsi su di esso, ma far riferimento al proprio capo
divisione nella cui scia si deve virare; ciò si capirà facilmente
in base alla linea IE del quadrato.
Nell'ordine di marcia, di bolina su una linea, fig. 7. Metodo per mettersi di
bolina quando si vira tutti contemporaneamente e la retroguardia diventa avanguardia.
Per avvertire tutti i vascelli di virare contemporaneamente senza fare contromarcia,
issare una bandiera di Malta all'asta dell'albero di parrocchetto. Per far mettere
la prua al vento a tutti i vascelli nello stesso tempo, issare una bandiera
blu nello stesso punto e ammainare quella di Malta. L'armata che avanzava con
vento da nord per est-nord-est, mure a sinistra sulla linea BA, ha appena virato
per rivolgersi a ovest-nord-ovest, mure a dritta, dovendo la retroguardia diventare
avanguardia; e ogni vascello mette la prua sulla rotta che deve fare per andare
a prendere il suo posto nella linea CD. Per eseguire questo movimento con un
certo ordine, bisogna che il vascello B9 funga da riferimento a tutta l'armata,
che ogni nave, tranne il generale, vada a mettersi sulla sua scia e, una volta
giuntavi, si metta di bolina come lui. La detta nave 9, che era l'ultima della
linea AB, non appena ha vitato deve andare a mettersi alla testa della linea
CD e prendere H suo posto che si suppone al punto 9, dietro al comandante: quando
vi è arrivata, sarà precauzione del capitano che la comanda imbrogliare
alcune vele o mettersi in panna non appena ritiene di aver lasciato lo spazio
che devono occupare gli altri vascelli della retroguardia, spazio che deve essere
calcolato dal punto B9 in cui ha virato. Si nota, dando uno sguardo alla figura,
che ogni nave della linea BA, numerata da i a 9, deve andare a schierarsi sulla
linea CD, allo stesso numero, seguendo le linee tratteggiate che indicano la
rotta che ognuno deve tenere. Bisogna soprattutto aver cura di regolare la propria
velatura in modo che ogni nave passi sempre a poppa di quella che deve trovarsi
davanti a lei sulla linea CD, e tenerla a una distanza ragionevole per non incrociarla
e per evitare gli abbordaggi, più temibili per i vascelli di questa nuova
avanguardia che per quelli del corpo di battaglia e della retroguardia, non
avendo questi ultimi che da mettere più vela, dato che hanno più
strada da fare per andare a occupare il loro posto. Si vede, ad esempio, che
il comandante i che deve percorrere la linea AC per mettersi alla testa di CD,
ha il tragitto più lungo da percorrere e di conseguenza più vela
da mettere, e dopo di lui i vascelli 2, 3 ecc . Così è in base
al maggiore o minore percorso che si deve decidere la velatura da tenere.
Nell'ordine di marcia, di bolina su una linea, per virare in poppa e strambare,
una bandiera rossa all'estremità del pennone di mezzana e una bandiera
bianca sotto le crocette della contromezzana. Se, dopo aver virato in poppa,
si vuole disporre l'armata in linea di bolina e fare in modo che l'avanguardia
diventi retroguardia, issare una bandiera a strisce bianca e rossa sull'asta
del pennone di mezzana, ammainando le altre bandiere. Questo movimento si compie
nella stessa maniera del precedente; la sola differenza è che si vira
in poppa invece che in prua: ciò lascia l'armata più sottovento.
Quanto al resto, ogni vascello va a prendere il suo posto sulla linea CD seguendo
le stesse manovre sopra esposte. Se il generale, dopo aver fatto virare contemporaneamente
tutti i vascelli della linea AB, fig. 8, reissa la bandiera di Malta al posto
di quella blu, tutta l'armata deve andare per ovest-nord-ovest e procedere di
bolina a dritta nell'ordine in cui si trova e le navi devono tenersi reciprocamente
con la stessa disposizione che avevano prima di aver virato. Ciò significa
che andando per est-nord-est di bolina con mure a sinistra, ogni vascello dovrà
tenere a est-nord-est quello che è alla sua dritta e che verrà
a trovarsi davanti, una volta in linea con mure a sinistra, alla stessa distanza
che sulla linea AB. Il quadrato può rivelarsi utile per questo movimento.
Il vascello al centro del quadrato che percorre la linea IE, per ovest-nord,
deve tenere i vascelli che sono alla sua dritta sulla linea IC, e quelli a sinistra
sulla linea IA, supponendo la diagonale AC come est-nord-est e ovest-sud-ovest;
osservando queste condizioni tutta l'armata sarà su est-nord-cst e ovest-sud-ovest
e arriverà contemporaneamente sulla linea FE con ogni nave al punto indicato
e sulla linea DC in cui si suppone che il generale dia il segnale per virare;
allora tutta l'armata si troverà in linea di bolina, mure a sinistra,
come la si vede in DC. [...]
Ordine di marcia su tre colonne. Per schierate l'armata nell'ordine di marcia
su tre colonne di bolina, issare una bandiera bianca con croce blu all'estremità
del pennone di mezzana, fig. 9. Con l'armata che procede di bolina su tre colonne,
i comandanti saranno alla testa e i vascelli si avvicineranno fino a due terzi
di cavo, se il tempo lo consente. I comandanti, cioè i vascelli ACE,
devono tenersi reciprocamente sulla perpendicolare alla linea di bolina che
percorrono. Poiché l'armata fa prua a est-nord-est con vento da nord,
le linee AC, CE devono essere nord-nord-ovest e sud-sud-est; se l'armata procedesse
ovest-nord-ovest mure a dritta, queste linee sarebbero orientate per nord-nord-est
e sud-sud-ovest. Analogamente per le altre rotte che si possono tenere. Ogni
nave delle tre colonne terrà la stessa rotta. Per determinare la distanza
tra una colonna e l'altra, il vascello A, che è alla testa della colonna
sottovento, deve avere il vascello D, che è in coda alla colonna di centro,
sulla perpendicolare alla direzione del vento; lo stesso per il vascello C -
alla testa della colonna di centro - che deve avere anch'esso il vascello F
della coda della colonna sopravvento, sulla perpendicolare alla direzione del
vento. Ciò significa che se il vento viene da nord, le linee AD, CF devono
essere est-ovest, ammesso che le due colonne sopravvento tengano serrata la
fila e conservino le distanze ordinate, fattore importante in questo movimento.
Si devono rispettare tutte queste condizioni che risulteranno assolutamente
necessarie quando bisognerà virare con la contromarcia: ogni vascello
verifica per mezzo del quadrato se è al suo posto, se ha cioè
i vascelli della sua colonna sulla linea IE; i vascelli che devono essere al
suo traverso nelle altre colonne devono coincidere con la linea GH, e quelli
in testa devono avere quelli in coda alla colonna sulla linea RL, con l'armata
mure a sinistra; se è invece mure a dritta, sulla linea PQ, fig. 4.
Ordine di marcia per tre colonne di bolina. Per virare con la contromarcia, issare una bandiera semipartita bianca e rossa all'asta di parrocchetto, fig. 10. Il vascello A della colonna sottovento AB virerà per primo e tutti gli altri della stessa colonna vireranno successivamente sulla sua scia nel punto A; le due altre colonne continueranno il loro bordo fino a che la testa C della colonna di centro venga a trovarsi nel punto G, fino a che cioè il vascello A le appaia in direzione perpendicolare alla rotta su cui procede il detto vascello A che, andando per ovest-nord-nord mure a dritta, deve rimanerle a sud-sud-ovest, cioè la linea GH. Mentre infatti la nave C percorre la linea CG, A arriva al punto H; il vascello C mette allora la prua al vento e il resto della colonna CD viene ugualmente a virare nel punto G. Nel frattempo la colonna sopravvento EF continua a procedere mure a sinistra fino a che la testa E non arrivi al punto I e veda i due vascelli C e A rispettivamente nei punti LK, quando li avrà cioè a sud-sud-ovest, la direzione perpendicolare alla rotta che seguono formante la linea IK; queste tre teste devono arrivare contemporaneamente ai punti ILK, essendo le linee HK, CG, più GL ed EI uguali fra loro.. Conformandosi con esattezza a questi movimenti, i comandanti si troveranno di fronte dopo aver virato così come tutte le navi di ogni colonna e l'armata si troverà sulle colonne KM, IN, IO, nello stesso ordine che in precedenza. Appare dalla figura che la colonna di sottovento taglia la rotta delle due sopravvento; ma se si esamina questo passaggio, si vedrà in pratica che la cosa non si verifica perché, mentre il vascello A percorre AH, la nave D arriva al punto T; e mentre lo stesso vascello A percorre HS, dove dovrebbe avvenire l'incrocio delle due colonne, la nave D arriva in S contemporaneamente alla nave A; affinché il vascello A dunque sfili dietro al vascello D a distanza ragionevole, esso deve calibrare la sua velatura e il vascello D serrare la fila. Per quanto riguarda la colonna sopravvento, prima che quella sottovento l'abbia raggiunta, la nave F sarà al punto I dove deve virare; poiché la distanza tra la colonna di centro e quella di sopravvento è la stessa, essa non la taglierà piú di quanto non sia stata tagliata da quella di sottovento; ma per ben eseguire questo movimento bisogna che i vascelli di ogni colonna serrino la loro fila alla distanza loro ordinata. Per sapere mediante il quadrato (fig. 4) quando le teste delle due colonne sopravvento devono virare, ciò avviene non appena il vascello C ha quello A sulla linea IC del quadrato.
Ordine
di marcia su tre colonne di bolina. Per avvertire i vascelli delle tre colonne
di virare contemporaneamente senza la contromarcia, issare una bandiera di Malta
all'asta di parrocchetto. Per fare andare al vento tutti i vascelli contemporaneamente,
issare una bandiera blu allo stesso posto e ammainare la bandiera di Malta,
fig. il. [...]
I vascelli delle tre colonne AB, CD, EK hanno virato insieme e avanzano con
vento da nord per ovest-nord-ovest mure a dritta, percorrendo le linee della
figura; in questo movimento, che è lo stesso della fig. 7, tranne che
in quella l'armata è su una linea e in questa su tre colonne, bisogna
che ognuno si attenga alle manovre che ho esposto, cioè che le navi di
ogni colonna procedano nello stesso ordine in cui si trovano e che si tengano
una rispetto all'altra nella stessa posizione e alla stessa distanza a cui erano
prima di aver virato; occorre che ogni colonna sia ad esempio orientata a est-nord-est
e ovest-sud-ovest, che è la linea di bolina con mure a sinistra, affinché
la colonna AB arrivi contemporaneamente sulla linea GH, la colonna CD sulla
linea IK e la colonna EF sulla linea LM; in questo istante, se il generale dà
il segnale all'armata di virate di nuovo contemporaneamente, le colonne GFI,
IK, LM, si troveranno formate nello stesso ordine e così come erano:
queste osservazioni sono più dettagliate nella fig. 8.
L'armata avanza su tre colonne col generale al centro della sua squadra; metodo
per disporre in ordine di battaglia la squadra sottovento, issando una bandiera
bianca al di sopra del pennone di mezzana fig. 12. La squadra AB di sottovento
si mette in panna; la squadra CD di centro va a formare il corpo di battaglia
e la squadra EF sopravvento va a prendere il posto di avanguardia costituendo
la linea BE. Per compiere questo movimento con ordine e regolarità bisogna
riferirsi a un punto fisso sii cui poter dirigere per andare a prendere il proprio
posto seguendo la via più breve e senza intralciarsi; in questo caso
la nave D, che è in coda alla colonna di centro, immagina un punto fisso
approssimativo a una distanza di due terzi di cavo oltre il vascello che è
in panna, per andare a metterai davanti a lui sulla stessa linea, alla distanza
di due terzi di cavo. L'errore nel fissare questo punto immaginario sarà,
con l'esperienza, molto limitato e tutte le navi della sua colonna dovranno
regolarsi su di essa, governare con la stessa rotta, tenerla alla stessa distanza
e sempre sulla direzione est-nord-est - ovest-sud-ovest, poiché la colonna
procedeva di bolina per est-nord-est: con questo sistema le navi arriveranno
tutte contemporaneamente sulla linea di battaglia BE. Per quanto riguarda la
colonna di sopravvento, bisogna che il vascello F, che è in coda, resti
sempre sopravvento al vascello C che è in testa alla colonna di centro
e si regoli su di esso governando in modo da sfilargli sopravvento a una distanza
ragionevole, cioè di mezzo cavo circa; tutti i vascelli della sua colonna
devono comportarsi come quelli della colonna di centro, regolarsi quindi su
di essi, governare con la stessa rotta, tenendosi alla stessa distanza; tutta
la squadra nel procedere stia sempre su est-nord-est - ovest-sud-ovest: lo spettacolo
risulta più bello e il movimento più elegante se si arriva nello
stesso tempo per formare la linea di combattimento BE. Dato che la squadra FE
ha da fare il doppio di strada della squadra CD, deve aumentare la sua velatura
il più possibile e la colonna di centro deve regolare le vele per percorrere
la metà della strada della colonna sopravvento.
Con l'armata che avanza su tre colonne, metodo per disporla in ordine di battaglia.
La squadra di sottovento diventa l'avanguardia: una bandiera blu all'estremità
del pennone di mezzana e in aggiunta una bandiera a strisce bianca e blu sotto
le crocette dell'albero di contromezzana, fig. 13. La squadra AB di sottovento
formerà l'avanguardia della linea BH e occuperà la posizione GH;
la squadra di centro formerà il corpo di battaglia e occuperà
la posizione IL; la squadra EF sopravvento formerà la retroguardia e
si metterà al posto della squadra AB. In questa evoluzione la squadra
AB ha da compiere il percorso di bolina più lungo e di conseguenza deve
aumentare la velatura il più possibile per portarsi all'avanguardia:
in questo movimento le due colonne sopravvento non hanno un vero punto di riferimento
su cui regolarsi per andare a prendere il loro posto; possono servirsi di un
punto immaginario che sostituirà senza sensibile errore il punto fisso.
Bisogna che la nave C, in testa alla colonna di centro, si diriga verso il putito
K da prendersi a una distanza di due terzi di cavo dalla poppa del vascello
B che è in coda alla colonna di sottovento; questa distanza è
l'intervallo ordinato fra ogni nave; appena dato quindi il segnale per questo
movimento, il vascello C deve rilevare con una bussola il punto K e, sapendo
per quale rombo gli appare, deve sempre tenere questo punto sullo stesso rilevamento.
In questo modo, quando la nave B arriverà in G, il suo posto, la nave
C giungerà al suo in L e lì andrà per est-nord-est come
l'avanguardia; tutte le navi della colonna CD devono regolarsi sul loro capofila
C e stare tutte sulla direttrice est-iiord-est - ovest-sud-ovest, ,xlla stessa
distanza fra loro. Seguendo tale regola, questa colonna avanzerà pressappoco
verso est e darà molto meno vela della colonna di sottovento avendo molta
meno strada da percorrere, e allascherà per andare a prendere il suo
posto. Lai colonna sopravvento farà la stessa manovra di quella centrale
e la nave E alla sua testa rileverà il punto M, che è a due terzi
di cavo dalla poppa del vascello D, e vi si dirigerà, tenendolo sempre
sullo stesso rilevamento con cui lo vedeva; quando il vascello D arriverà
al pulito 1, che sarà il suo posto stilla linea di battaglia, la nave
E arriverà al putito A che sarà il suo sulla stessa linea; e tutta
la colonna EF sopravvento, osservando le medesime condizioni, con le navi cioè
su est-nord-est - ovest-sud-ovest una rispetto all'altra e alla stessa distanza
a cui si trovavano, questa colonna EF sopravvento, andrà quasi vento
in poppa, facendo rotta sud-sud-est e darà poca vela avendo molta meno
strada da fare rispetto alle altre due colonne. E' facile notare che, se invece
di dirigersi ai punti immaginari M e K si dirigesse sul corpo delle navi DB,
la nave C incontrerebbe D in N, che è la giunzione di due linee di rotta;
a ciò si rimedia dirigendo sui punti K e M; giacché questa manovra
dà tempo al vascelli C ed E di mettersi dietro a loro, cioè al
loro posto, e di procedere poi per est-nord-est come l'avanguardia.
L 'armata avanza sii tre colonne: metodo per disporla in ordine di battaglia.
La squadra di sottovento vira di bordo per prendere la retroguardia e fare il
minor cammino possibile: issare una bandiera bianca alla varea del pennone di
mezzana con in più la bandiera olandese all'albero di parrocchetto, fig.
14. La colonna AB di sottovento virerà di bordo per prendere la retroguardia;
la squadra di centro DC va a formare il corpo di battaglia; la squadra sopravvento
deve aumentare la velatura per mettersi all'avanguardia. In questa evoluzione
i '1 vascello A in testa alla colonna sottovento, essendo comunque sopravvento
al vascello D in coda alla colonna di centro, dovrà incrociarlo nel punto
K; così il vascello A dovrà dosare la velatura e la manovra per
non abbordare quello D, ma fare in modo da sfilargli sottovento a una distanza
ragionevole; il vascello D avrà cura di serrare la fila per evitare l'abbordaggio,
come si è visto nella figura 9. U squadra AB si troverà così
disposta in KM e quella DC in IL; durante tutto questo tempo il vascello F,
in coda alla colonna sopravvento, dirigerà su un punto immaginario preso
a circa due terzi di cavo in prua al vascello C: F arriverà cosi in G
non appena C arriverà in L. Tutti gli altri vascelli della colonna FE
dovranno regolarsi sul vascello F, governare sulla stessa rotta, tenersi alla
stessa distanza e sempre su est-nord-est - ovest-sud-ovest, come si è visto nella fig. 11
Ordine di un'armata che forza un passaggio, fig. 15 e 16. Alcuni vogliono che
l'armata che attraversa uno stretto si metta su due colonne, con i vascelli
da guerra più piccoli in testa, i più grandi in coda e i brulotti
e le navi da carico tra le due linee. Trovo però qualche difficoltà
in questo schema perché, se le due colonne sono molto distanti, potranno
venire separate da qualche incidente o tagliate; se stanno poco distanti e vengono
doppiate, se il nemico cioè le attacca da entrambe le parti, prenderà
sia l'una che l'altra tra due fuochi. Preferirei schierare l'armata che forza
un passaggio in ordine di ritirata, ripiegando un po' le ali dalle due parti
per dar loro minore estensione: un questo modo l'armata non potrà essere
attaccata da nessuna parte senza essere in grado di difendersi.
Ordine di ritirata, fig. 17 e 18. Quando un'armata è costretta a ritirarsi
in vista del nemico, si schiera sull'angolo ottuso BAC, come si vede nella figura.
li generale A è al centro e sopravvento; la parte AB dell'armata, alla
sua sinistra, è schierata sulla linea di bolina mure a dritta e la parte
AC sulla linea di bolina mure a sinistra; i brulotti e le navi da carico sono
al centro. Questo metodo di schierare l'armata in ritirata mi sembra buono,
come lo mostra la fig. 17, perché i nemici non possono avvicinarsi ai
vascelli in fuga senza esporsi al fuoco di quelli che sono più sopravvento.
Così i vascelli nemici D non potranno avvicinarsi ai vascelli E senza
esporsi al fuoco del generale A e delle sue scorte. Se si teme che l'armata
in questo ordine sia troppo dispersa, si può far ripiegare un po' le
sue ali e darle la forma di una mezzaluna al cui centro un convoglio potrebbe
essere al sicuro.
Ordine di un'armata che controlla un passaggio, fig. 19. Per controllare efficacemente
un passaggio, bisogna disporre di un'armata che sia due volte più numerosa
di quella cui si vuole impedire di passare; la si dividerà allora in
due parti che incroceranno rispettivamente su un lato del passaggio e sull'altro.
Così, per controllare lo stretto AE attraverso il quale si vuole impedire
il passaggio dell'armata CD, si farà incrociare la squadra AB sul lato
A dello stretto e la squadra EF sull'altro; quando poi il nemico CD si presenterà
al passo, la squadra EF che si troverà sopravvento gli piomberà
addosso con vento in poppa, la squadra AB risalirà H vento per tagliarne
la linea. In questo modo per la squadra CD sarà impossibile sfuggire,
qualunque manovra faccia. Se non si prendono queste precauzioni e l'armata che
controlla il passo viene a trovarsi sottovento come AB, l'armata CD, tenendosi
anch'essa un po' al vento, potrà rasentare il lato E dello stretto e
sfuggire. Se l'armata che controlla il passaggio si trova sopravvento, come
EF, l'armata CD poggerà un po' di più per rasentare il lato A
dello stretto e mille imprevisti, abbastanza usuali in mare, potranno metterla
in grado di tenere a bada il nemico fino al sopraggiungere della notte.
Con vento da nord-ovest, fig. 20. Con l'armata schierata su colonne, con vento
in poppa e rotta a sud-est, i generali EDF si terranno reciprocamente sulla
perpendicolare al vento e in avanti rispetto alle due colonne che seguono. Per
mettere l'armata su sei colonne vento in poppa, il generale E starà alla
testa delle sue due colonne e un po' in avanti rispetto alle due navi scorta
e formerà il corpo di battaglia. I due altri comandanti costituiranno:
D l'avanguardia, alla destra del generale davanti alle sue due colonne, e F
la retroguardia alla sua sinistra, alla testa anch'esso delle sue due colonne;
i tre generali si terranno su IL perpendicolare alla rotta che fanno. E' importante
in questo ordine di marcia che il generale E si trovi alla debita distanza dai
due altri comandanti D e F, acciocché tutti i vascelli dell'armata possano
prendere il loro posto sulla linea IL come è indicato dalle linee tratteggiate.
Quando il generale E avrà l'ultimo vascello G della colonna interna della
retroguardia sul terzo rombo da sé, terrà sul terzo rombo anche
l'ultimo vascello H: l'intervallo fra le colonne mediante questa osservazione
risulterà conveniente per mettere i vascelli in linea di combattimento,
dal lato che preferirà il generale. Questa evoluzione non compare tra
i segnali di Tourneville, benché sia presente negli ordini da lui impiegati
e risulti assai buona.
Con vento da est, fig. 21. Mettere l'armata vento in poppa su sei colonne, in
modo che i due comandanti siano sui due lati della bolina rispetto al generale:
quello di destra, per mettersi mure a dritta con prua nord-nord-est, e quello
di sinistra, mure a sinistra con rotta sud con prua sud-sud-est. Il generale
B, che è sottovento, alla testa delle sue due colonne e davanti alle
due navi scorta, formerà il corpo di battaglie, i due altri comandanti
A e C saranno rispetto a lui sulle colonne più vicine al vento da est,
cioè quello di destra a nord-nord-est e quello di sinistra a sud-sud-est:
in questo modo l'armata sarà pronta a essere in ordine di battaglia dal
lato che si preferirà, ma più speditamente che nella figura precedente.
Infatti, se i tre generali si mettono in panna, o danno poca vela, tutti i vascelli
della loro squadra verranno a occupare il loro posto negli intervalli indicati
sulle linee BA e BC e si troveranno così nell'ordine di marcia più
vantaggioso per mettersi in ordine di battaglia quando il vento è in
poppa. Le distanze da rispettarsi fra le colonne saranno proporzionate alla
loro lunghezza, se la nave D della colonna interna dell'avanguardia si mette
a nord-est del generale B, ovvero al quarto rombo, come lo indica la linea rossa,
bisognerà che la nave E della colonna interna della retroguardia sia
nella stessa posizione rispetto al generale B, tenendosi a sud-est rispetto
a lui. [...]