FASCIAME
E' così denominato il rivestimento di tavole che ricopre il corpo del
vascello all'esterno, dal torello al capo di banda. Si parla di fasciame di
un certo numero di pollici, ad esempio di quattro pollici, il che significa
che ha quattro pollici di spessore. Alcuni ritengono che lo spessore del fasciame
debba calcolarsi sulla base dello spessore della ruota di prua e che debba essere
un quarto di questo spessore e anche un po' di più. La larghezza dei
corsi di fasciame è per lo più di 18, 20 o 22 pollici. Il fasciame
dell'arcaccia può essere più sottile di un terzo di quello dei
fianchi. Nel caso dei vascelli più grandi, per i quali ci vuole fasciame
più spesso e quindi più difficile a piegarsi, si cerca di fare
a meno del tutto o in parte del fuoco, di non aver bisogno cioè di scaldarlo
e di piegarlo molto: a questo scopo si prendono delle travi scelte ben unite
e si segnano su dei modelli a curva intera o a mezza curva; in questo caso le
si scalda poco per completarne la curvatura. Si veda Marina, tav. VI, fig. 31,
il disegno di un corso di fasciame. Il fasciame e le centine destinate a un
vascello devono essere presi tra quattro e sei pollici più lunghi della
loro giusta misura, compresa anche la curvatura, altrimenti risulteranno troppo
corti.
Bellin
Fasciame del fondo. I costruttori non concordano su ciò che si deve intendere
per fasciame del fondo: alcuni comprendono con questo termine tutte le tavole
dalla chiglia al primo corso dei fiori e quindi i torelli e i controtorelli;
spesso si intende solo il fasciame compreso fra i controtorelli e il primo corso
del fasciame dei fiori; altri confondono pure torelli e controtorelli, prendendo
gli uni e gli altri per le due prime tavole che uniscono la chiglia dai due
lati; vi sono invece dei carpentieri che le distinguono chiamando queste due
prime tavole soltanto torelli e le due tavole successive cioè una per
lato dopo i torelli, controtorelli. Si veda Marina, tav. V, fig. 1, n. 162,
la posizione di questi corsi.
Fasciame dei fiori. Sono tavole impiegate per rivestire i fiori del vascello
e che ne formano la rotondità sui fianchi, dal fondo stiva verso la cinta
più bassa. Questa rotondità contribuisce molto a far galleggiare
il vascello; essa serve a farlo sollevare più facilmente quando gli accade
di toccare e fa in modo che non si danneggi così facilmente come accadrebbe
se la parte bassa del suoi fianchi fosse più quadrata. Per i fiori di
un vascello si usano tre o quattro tavole di fasciame o anche di più,
a seconda della grandezza della nave e della rotondità che le si vuole
dare.
Fasciame tra le cinte: sono le tavole di fasciame che si mettono tra ogni cinta.
[
] Si veda alla lav. VI, n . 32, la figura di questo fasciame. Si dà
al fasciame tra le cinte una larghezza conforme alla grandezza del vascello:
i corsi compresi fra le due cinte più basse devono essere proporzionati,
in modo che vi si possano aprire comodamente gli ombrinali e che essi si incontrino
esattamente sotto la seconda cinta. Le distanze tra i portelli sono proporzionali
alla larghezza data ai portelli. Le tavole del fasciame fra le cinte che si
trovano sopra ai portelli devono anch'esse avere la loro giusta proporzione
perché vi si possano ricavare i fori degli ombrinali del ponte superiore.
Bisogna notare che all'altezza della cinta sopra ai portelli si comincia a diminuire
lo spessore dei corsi e si continua così fino in fondo. [
]