NAVIGATORE
Questo appellativo non si dà che a coloro che intraprendono viaggi di
lungo corso e, fra costoro, sembra particolarmente rivolto a uomini illuminati,
coraggiosi e arditi che hanno fatto per mare nuove scoperte importanti di luoghi
e di paesi.
Nessuno ignota che il mare è divenuto, grazie alla navigazione, il legame
della società di tutti i popoli della terra ed è per mezzo di
esso che si diffondono ovunque le comodità e l'abbondanza. Ci si tormenterebbe
invano a cercare quale fu il primo navigatore: basti sapere che deve trovarsi
fra i primi uomini. La navigazione sui fiumi deve essere antica quanto il mondo.
La natura aiutò gli uomini a scoprire quest'arte così necessaria.
[...]
Ma dato che non faccio qui la storia pur importante della navigazione, passo
d'un sol colpo a quella degli europei che ci hanno rivelato nuove parti del
mondo sconosciute nell'antichità.
Fu nel regno di Portogallo che sorse all'inizio del XV secolo, malgrado l'ignoranza
di quell'epoca, lo spirito di scoperta, così glorioso per tutte le nazioni,
così vantaggioso al commercio e che da circa 260 anni ha diffuso in Europa
ricchezze immense e ha portato le sue potenze marinare a un livello così elevato che la si ritiene a ragione la padrona della maggior parte del nostro
globo.
E' vero che i primi tentativi dei portoghesi furono solo viaggi molto brevi
che essi fecero lungo le coste del grande continente d'Africa. Diventati presto
più arditi e provetti per mare, il successo delle loro imprese li incitò
a tentarne altre. Per primi, fra le altre nazioni, navigarono sull'oceano Atlantico.
Scoprirono nel 1419 l'isola di Madera, nel 1448 le isole Azzorre, nel 1499 le
isole del Capo Verde e nel 1486 il capo di Buona Speranza, così chiamato
dalla speranza, che essi riponevano a ragione in tale scoperta, di trovare da
quella parte un passaggio per le Indie.
Ma per le loro vaste imprese e a un solo uomo che i portoghesi furono debitori,
l'infante don Enrico, contro il quale in un primo tempo protestavano. Non si è realizzato niente di più grande al mondo, sostiene Voltaire,
di ciò che è stato fatto grazie al genio e alla fermezza di un
uomo che lotta contro i pregiudizi della moltitudine.
Gama (Vasco de) è il navigatore portoghese che ebbe la parte principale
nelle grandi imprese di questa nazione. Egli scopri le Indie orientali attraverso
il capo di Buona Speranza e vi si recò per la prima volta nel 1497. Vi
ritornò nel 1502 e fece ritorno a Lisbona con 13 vascelli carichi di
ricchezze. Fu nominato, come meritava, viceré delle Indie portoghesi
dal re Giovanni III e mori a Cochin nel 1525. Don Stefano e don Cristoforo de
Gama, suoi figli, gli successero nel vicereame e sono celebri nella storia.
Magellano (Ferdinando) [... ], compatriota di Gama, ha reso similmente immortale
la sua memoria con la scoperta che fece nel 1520 dello stretto chiamato, dal
suo nome, di Magellano. Fu tuttavia sotto gli auspici di Carlo V, cui si era
rivolto, che egli fece questa scoperta irritato contro il suo re che gli aveva
rifiutato un leggero aumento del suoi stipendi, Magellano partì da Siviglia
nel 1519 con cinque vascelli, passò lo stretto di Magellano, fino ad
allora sconosciuto, e andò attraverso il mare del Sud fino alle isole
Los Ladrones (Filippine), dove morì subito dopo, avvelenato secondo alcuni,
in battaglia secondo altri. Uno dei suoi vascelli arrivò l'8 settembre
1522 nel porto di Siviglia sotto il comando di Giovanni Sebastiano Carro, dopo
aver compiuto per la prima volta il giro del mondo.
Un terzo navigatore portoghese di cui non devo tacere il nome è Mendes
Pinto (Ferdinando), nato a Monté-Mor-O-Velho, che si imbarcò per
le Indie nel 1537 col proposito di elevarsi di rango con il contributo della
fortuna. Fu testimone per 20 anni del più grandi avvenimenti che ebbero
luogo in quel paese e ritornò in Portogallo nel 1558, dopo essere stato
fatto schiavo 13 volte, venduto 16 volte e dopo aver subito un gran numero di
naufragi. I suoi viaggi, raccontati in portoghese e tradotti in francese, sono
interessanti.
Lo scalpore suscitato nel mondo dal successo di queste fantastiche imprese del
portoghesi stimolò Cristoforo Colombo, genovese, uomo di grande dottrina
e ingegno di prim'ordine; egli immaginò un metodo ancora più sicuro
e più nobile per seguire gloriosamente gli stessi propositi di scoperta.
Dovette scontrarsi contro innumerevoli difficoltà, tali che avrebbero
scoraggiato un uomo diverso da lui. Egli le sormontò infine e intraprese
all'età di 50 anni quella felice e singolare spedizione cui si deve la
scoperta dell'America. Ferdinando e Isabella, che regnavano in Spagna, apprezzando
tiepidamente il suo progetto, non gli accordarono che tre vascelli. Parti dal
porto di Palos in Andaluisia l'11 ottobre 1492 e atterrò nello stesso
anno a Guanahani, una delle Lucaie. Gli abitanti dell'isola, alla vista di quelle
tre grosse navi, fuggirono sulle montagne e non si poterono prendere che pochi
indigeni cui Colombo diede pane, vino, congetture e qualche gioiello. Questo
trattamento umano consentì agli indigeni di rimettersi dallo spavento
e il cacicco del posto permise per riconoscenza a Colombo di costruire un forte
di legno sul bordo del mare. Ma la gelosia, passione delle anime basse, suscitò
contro di lui le più violente persecuzioni. Egli ritornò in Spagna
in catene e fu trattato come un criminale di Stato. £ vero però
che la regina di Castiglia, informata del suo ritorno, gli rese la libertà,
lo riempì di onori e depose il governatore di Espanola che era arrivato
nei suoi confronti a questi spiacevoli estremi. Colombo fu così sensibile
alla morte di questa principessa che non le sopravvisse a lungo: ordinò tranquillamente le sue esequie e nella sua tomba furono messi i ferri che aveva
portato. Questo grande uomo concluse la sua carriera a Valladolid nel 1506.
Gli spagnoli dovettero a questo illustre straniero e a Vespucci (Americo), fiorentino,
la scoperta di quella parte del mondo che porta il nome di quest'ultimo, mentre
la nazione portoghese deve solo a se stessa il passaggio del capo di Buona Speranza.
Vespucci era uomo di ingegno, paziente, coraggioso e intraprendente. Dopo essere
stato educato al commercio ebbe occasione di viaggiare itì Spagna e di
imbarcarsi in qualità di mercante nel 1497 con la piccola flotta di Ojeda
che Ferdinando e Isabella mandavano nel Nuovo Mondo. Scoprì per primo
la terraferma che è al di là della linea e, per un onore che non
poterono ottenere tutti i re del mondo, diede il suo nome a questi grandi paesi
delle Indie occidentali, non solo nella parte settentrionale o messicana, ma
anche in quella meridionale o peruviana, che fu scoperta solo nel 1525 da Pizarro.
Un anno dopo questo primo viaggio Vespucci ne fece un secondo, comandò
sei vascelli, penetrò fin sulla costa della Guyana e del Venezuela e
ritornò a Siviglia. Trovando al suo ritorno scarsa riconoscenza per tutte
le sue fatiche, si recò di Emanuele, re di Portogallo, che gli affidò
tre vascelli per intraprendere un terzo viaggio alle Indie. Partì così
da Lisbona il 13 maggio 1501, percorse le coste dell'Angola, passò lungo
quelle del Brasile che scoprì interamente fin oltre il fiume de la Plata,
donde rientrò a Lisbona il 7 settembre 1502. Riparti l'anno seguente
al comando di sei vascelli e con il progetto di scoprire un passaggio per le
Molucche da ovest; raggiunse la baia di Ognissanti fino al fiume Curabado. Mancando
infine di provviste, tornò in Portogallo il 18 giugno 1504, dove fu ricevuto
con gioia tanto maggiore in quanto portava con sé molto legno di Brasile
e altre merci preziose. Fu allora che Amerigo Vcspucci scrisse una relazione
dei suoi quattro viaggi che dedicò a Renato II, duca di Lorena. Mori
colmo di gloria e onori nel 1509. [...]
I navigatori di cui si è parlato finora non sono i soli la cui memoria
sia celebre; gli olandesi ne hanno dati di illustri i quali, sostenuti dalla
nazione allorché essa riscattava la propria libertà, ne hanno
stabilito il dominio al Capo, nell'isola di Giava, e hanno contribuito a conquistare
le isole Molucche ai portoghesi stessi. Si sa anche che Jacques Le Maire, partito
dal Texel con due vascelli, nel 1616 scoprì lo stretto che porta il suo
nome, verso la punta meridionale dell'America, La relazione dettagliata del
suo viaggio è stata pubblicata. Ma la Gran Bretagna, si è distinta
in modo ancora più eminente per le imprese ardite del suoi illustri navigatori;
questo paese continua ancora a far nascere dal suo seno i più grandi
uomini di mare che vi siano al inondo. Molti sanno che Cristoforo Colombo aveva
proposto la sua impresa d'America, tramite suo fratello Bartolomeo, a Enrico
VII, re d'Inghilterra. Questo principe gli aveva accordato tutto, ma Colombo
ne fu informato solo dopo la sua scoperta e non era più tempo per gli
inglesi di approfittarne; tuttavia la tendenza mostrata dal re a incoraggiare
le imprese di questo tipo non fu del tutto vana.
Giovanni Caboto, veneziano e abile marinaio, che aveva abitato per qualche,
anno a Londra, colse l'occasione. Offrì i suoi servigi per la scoperta
di un passaggio nord-ovest verso le Indie. Ottenne lettere patenti datate dall'undicesimo
annto del regno di Enrico VII che lo autorizzavano a scoprire paesi sconosciuti,
a conquistarli e a stabilirvisi, senza contare i molti altri privilegi che gli
furono accordati, alla sola condizione che ritornasse col suo vascello nel porto
di Bristol. Egli fece vela in questa direzione nella primavera dell'anno seguente,
1497, con un vascello da guerra e tre o quattro piccole navi noleggiate da mercanti
della città e cariche di ogni tipo di vestiti, per il caso si verificassero
nuove scoperte. Il 24 giugno alle cinque del mattino scorse la terra che chiamò
per questo motivo Prima Vista e che faceva parte, di Terranova. Dietro a questa
trovò un'isola più piccola che chiamò San Giovanni e riportò
con sé tre selvaggi e un carico che rese un buon profitto. Fu fatto cavaliere
e largamente ricompensato. Poichè in questo viaggio risalì fino
all'altezza del Capo Florida, gli si attribuisce la prima scoperta dell'America
settentrionale; è su questo fatto che i re di Gran Bretagna fondano la
loro pretesa alla sovranità di questo paese che da allora essi hanno
sostenuto così efficacemente la loro gloria e gli interessi della nazione.
E così, a quanto pare, che gli inglesi devono l'origine dei loro insediamenti
e del loro commercio in America a un semplice progetto di scoperta del passaggio
nord-ovest per le Indie. Ma si deve parlare di qualcuno del loro navigatori.
Ve ne sono quattro particolarmente celebri: Drake, Raleigh, Frobisher e lord
Anson.
Drake (Francis), uno del più grandi uomini di mare del suo secolo, nato
vicino a Tavistock nel Devonshire, fu messo in apprendistato da suo padre presso
il comandante di una nave che alla morte gli lasciò il vascello. Drake
lo vendette nel 1567 per prestare servizio nella flotta del capitano Hawkins
in America. Partì nel 1577 per fare il giro del mondo che portò
a termine in tre anni riportando indietro diversi vascelli spagnoli con ricchi
carichi. Si mise in luce con un gran numero di altre belle imprese e fu nominato
cavaliere e viceammiraglio d'Inghilterra: prese alla Spagna varie città in America e mori in mare mentre si recava a Portobello il 28 gennaio 1596.
Frobisher nativo dello Yorkshire, non fu meno famoso.
Nel 1576 fu incaricato dalla regina Elisabetta di andare alla scoperta di uno
stretto che si credeva esistere tra i mari del Nord e del Zur e che doveva servite
per passare a nord, da occidente a oriente; egli trovò in effetti uno
stretto al 63° grado di latitudine e questo stretto fu chiamato Frobislier
Strait. Gli abitanti di questi luoghi avevano colore abbronzato, capelli neri,
volto appiattito, naso schiacciato e come vestiti portavano pelli di vitello
marino. Poiché il freddo gli impedì di procedere oltre, Forbisher
tornò in Inghilterra a riferire le sue scoperte. Tentò due anni
dopo lo stesso viaggio e trovò gli stessi ostacoli, montagne di ghiaccio
e di neve; ma il suo intrepido valore e diversi combattimenti contro gli spagnoli
gli valsero il titolo di cavaliere nel 1588. Morì a Plymouth per un colpo
di moschetto ricevuto nel 1594 all'assedio di forte Grondon in Bretagna, occupato
allora dagli spagnoli.
Raleigh (Walter) nacque nel Devonshire da un'antica famiglia e divenne per suo
merito ammiraglio di Inghilterra; le sue azioni, le sue opere e la sua tragica
morte hanno reso immortale il suo nome nella storia. Dotato di grazia nella
figura e di talento nella parola, di spirito superiore e di coraggio intrepido,
ebbe la parte maggiore nelle spedizioni per mare sotto fl regno della regina
Elisabetta. Introdusse la prima colonia inglese in America a Mocosa e diede
a questo paese il nome di Virginia in onore della regina sua sovrana. Essa lo
scelse nel 1592 a comandare una flotta di 15 vascelli da guerra per intervenire
contro gli spagnoli in America ed egli sottrasse loro una caracca valutata due
milioni di sterline. Nel 1595 compì un'incursione nell'isola della Trinità,
fece prigioniero il governatore del posto, bruciò Comona, nella nuova
Andalusia, e riportò dal suo viaggio alcune statue d'oro di cui fece
omaggio alla sua sovrana. Nel 1597 parti con la flotta comandati dal conte di
Essex per rapire alcuni galeoni spagnoli, ma il conte di Essex, geloso di Raleigh,
gli ordinò di aspettarlo all'isola di Fayal; Raleigh lo fece e se ne
impadronì. Dopo l'incoronazione di Giacomo 1, nel 1603, fu rinchiuso
nella torre di Londra sotto l'accusa a lui intentata di aver avuto il progetto
di mettere al trono Arbella Stewart, dama di sangue reale. Durante la prigionia,
che durò 13 anni, redasse la sua storia del mondo, la cui prima parte
uscì nel 1614. Ottenuta la libertà nel 1616, si mise in mare con
12 vascelli per attaccare gli spagnoli sulle coste della Guyana, ma non essendo
riuscita la sua impresa fu condannato a morte per istigazione dell'ambasciatore
di Spagna che tutto poteva sullo spirito debole di Giacomo I. Raleigh ebbe la
testa tagliata sulla piazza di Westminster il 29 ottobre 1618, all'età di 76 anni.
Anson (George), poi lord Anson, nel 1739 fu dichiarato commodoro, o comandante
di squadra, per fare irruzione con cinque vascelli nel Perù attraverso
il mare del Sud; costeggiò il paese incolto dei patagoni, entrò
nello stretto di Le Maire, superò i cento gradi di latitudine in meno
di cinque mesi. La sua piccola fregata da otto cannoni, chiamata "Trial"
(prova) fu la prima nave di questo tipo che osò doppiare il capo Horn:
essa si impadronì poi nel mare del Sud di un bastimento spagnolo da 600
tonnellate, il cui equipaggio non riusciva a capire come potesse essere stato
preso da una barca di Londra nell'oceano Pacifico. Doppiando capo Horn, tempeste
spaventose dispersero i vascelli di George Anson e lo scorbuto fece perire la
metà dell'equipaggio. Tuttavia, riposatosi nell'isola deserta di Fernandez,
avanzò fino alla linea equinoziale c prese la città di Paita;
ma essendo rimasto con soli due vascelli ridusse le sue imprese al tentativo
di impadronirsi dell'immenso galeone che il Messico manda ogni anno nel mari
della Cina e all'isola di Manila. Con questo giro George Anson attraversò
l'oceano Pacifico e tutti i climi opposti all'Africa, tra il nostro tropico
e l'equatore. Lo scorbuto non abbandonò l'equipaggio su questi mari e
poiché un vascello del commodoro faceva acqua da tutte le parti egli
si vide costretto a bruciarlo in mezzo al mare; non essendogli rimasto di tutta
la sua squadra che un solo vascello in cattivo stato, dal nome "Centurion",
contenente solo malati, fece scalo all'isola di Tinian a Macao per riparare
questo unico vascello che gli restava. Appena lo ebbe risistemato, d 9 giugno
1743 [sic] avvistò il vascello spagnolo tanto atteso; allora lo attaccò
con una forza inferiore della metà, ma le sue manovre accorte gli diedero
la vittoria. Entrò vincitore a Canton con questa ricca preda, rifiutando
al contempo di pagare all'imperatore della Cina le imposte dovute da tutte le
navi straniere; egli riteneva che un vascello da guerra non le dovesse pagare;
la sua ferma condotta si impose: il governatore di Canton gli concesse un'udienza
a cui egli fu condotto tra due ali di soldati, in numero di 10.000. All'uscita
da questa udienza fece vela per tornare in patria attraverso le isole della
Sonda e ú capo di Buoni Speranza. Compiuto così vittorioso il
giro del mondo, arrivò in Inghilterra il 4 giugno 1743, dopo un viaggio
di tre anni e mezzo. Giunto in patria, fece portare a Londra in trionfo su 32
carri al suono di tamburi e trombe, e fra le acclamazioni della folla, le ricchezze
conquistate. Le sue diverse prede ammontavano in oro e argento a l0 milioni
in moneta francese che furono tenuti dal commodoro, dai sei ufficiali, dai marinai
e dai soldati senza che il re partecipasse alla divisione del frutto delle loro
fatiche e del loro valore. Anzi il re fece di più: nominò George
Anson pari di Gran Bretagna e, nella nuova guerra contro la Francia, capo dell'ammiragliato.
E con questa carica, ricompensa del suo merito, che egli dirige ancora le spedizioni,
la gloria e i successi delle forze navali Inglesi.
Jaucourt