Vulcanismo più antico di 37.000 anni
Le rocce più antiche dell'Ignimbrite Campana sono esposte solo
lungo le scarpate che bordano i Campi Flegrei e in una cava ubicata lungo
il versante che delimita a nord-est la piana di Quarto, dove sono ben
esposti i depositi piroclastici di almeno dieci diverse eruzioni. Solo
alcuni dei centri eruttivi che hanno originato tali depositi sono oggi
ancora visibili.
L'Ignimbrite Campana (37.000 anni): eruzione e collasso calderico
L'Ignimbrite Campana è il prodotto della maggiore eruzione esplosiva
avvenuta nell'area mediterranea negli ultimi 200.000 anni. Tale eruzione,
avvenuta in un centro ubicato nei Campi Flegrei, ha seppellito gran parte
della Campania sotto una spessa coltre di tufi. Durante l'eruzione si
formò una caldera che determinò lo sprofondamento di una
vasta area che comprende i Campi Flegrei, parte della città di
Napoli ed una parte delle baie di Napoli e Pozzuoli.
Vulcanismo tra 37.000 e 12.000 anni
Le rocce eruttate nel periodo di tempo compreso tra l'eruzione dell'Ignimbrite
Campana e quella del Tufo Giallo Napoletano, sono esposte lungo il bordo
della caldera dell'Ignimbrite Campana, all'interno della città
di Napoli e lungo i versanti nord-occidentale e sud-occidentale della
collina di Posillipo. I centri eruttivi erano ubicati all'interno della
caldera dell'Ignimbrite Campana, sia nella parte attualmente emersa, sia
nella parte che attualmente si trova sotto il livello del mare nel golfo
di Napoli.
Il Tufo Giallo Napoletano (12.000 anni): eruzione e collasso calderico
L'eruzione del
Tufo Giallo Napoletano è la seconda per importanza nell'area campana.
Nel corso dell'eruzione furono emesse, da un centro ubicato nei Campi
Flegrei, alcune decine di km3 di magma che ricoprirono un'area di circa
1.000 km2. I depositi connessi con l'eruzione del Tufo Giallo Napoletano
si rinvengono nell'area napoletano-flegrea e nella Piana Campana fino
ai rilievi dell'Appennino. L'eruzione del Tufo Giallo Napoletano fu accompagnata
dalla formazione di una caldera che determinò lo sprofondamento di un'area
c he comprende parte dei Campi Flegrei e della baia di Pozzuoli.
Vulcanismo
più recente di 12.000 anni
Il vulcanismo più recente del Tufo Giallo Napoletano è
concentrato in tre epoche
di
intensa attività, alternate a periodi di quiescenza. Secondo gli
studi più recenti nella prima epoca (periodo tra 12.000 e 9.500
anni fa) hanno avuto
luogo 34 eruzioni esplosive, con una media di una eruzione ogni 70 anni.
Nella seconda epoca (periodo tra 8.600 e 8.200 anni fa) si sono verificate
6 eruzioni esplosive, con una media di una eruzione ogni 65 anni. La terza
epoca (periodo tra 4.800 e 3.800 anni fa) è stata caratterizzata
da 16 eruzioni esplosive e 4 eruzioni effusive, che si sono succedute
con una frequenza media di una eruzione ogni 50 anni.
Il vulcanismo attivo in questo periodo ha generato numerosi edifici
vulcanici, molti dei quali ancora ben conservati ed esposti nei Campi
Flegrei. L'ultima eruzione è stata quella del Monte Nuovo nel
1538 dopo un periodo di quiescenza durato circa 3.000 anni ed è
tra le eruzioni di minore intensità avvenute ai Campi Flegrei.
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